grand hotel et des palmes
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Foto: Cercamon

Il Grand Hotel et des Palmes aprirà a dicembre 2020 i battenti e sarà un hotel 5 stelle lusso, in una posizione eccellente: su via Roma, a pochi passi dal Teatro Politeama e dal Teatro Massimo Vittorio Emanuele.

La nuova struttura ospiterà più di 100 camere che includeranno anche suites e super suites con terrazza. Avrà 3 ristoranti, una spa, una piscina coperta ed aree verdi. Non mancherà il roof garden sui tetti per un ristorante di altissima qualità.

L’albergo sta ultimando i lavori di restauro, effettuati rispettando tutti i materiali e i decori originali. Un lavoro fatto anche di ricerche dei disegni originali, in accordo con la Soprintendenza dei Beni Culturali.

Un esempio è la sala degli specchi, una delle più conosciute: gli intagli in legno degradati o mancanti sono stati ripristinati utilizzando calchi di quelli esistenti in altri specchi. La stanza dove dormì Richard Wagner sarà trasformata in una suite intitolata al musicista tedesco.

Un albergo di grande lusso, al centro della città, grande protagonista della storia di Palermo, protagonista di tante epoche storiche e di tanti racconti.

Grand hotel et des Palmes: Lusso e Storia

Residenza privata

L’edificio venne costruito nel 1847 dalla famiglia Ingham-Whitaker, imprenditori inglesi presenti in Sicilia soprattutto grazie alla produzione del vino Marsala.

Si trattava di una dimora privata dotata anche di un sottopassaggio segreto che attraversava la via Roma e raggiungeva la chiesa Anglicana di fronte, fatta costruire importando addirittura il materiale necessario direttamente dall’Inghilterra, per permettere agli Inglesi in visita a Palermo di avere un luogo di culto. Chiesa affidata tutt’oggi alla diocesi di Gibilterra. L’ingresso al passaggio si trova nella Sala Azzurra, mimetizzato da uno specchio.

Hotel in stile liberty

Nel 1874 la residenza fu venduta al cavaliere Enrico Ragusa, che possedeva già l’albergo Trinacria, in via Butera. L’edificio fu così trasformato in hotel: Ernesto Basile fu incaricato di progettare la trasformazione del palazzo e l’edifico divenne il simbolo della Palermo di inizio ‘900. L’hotel prese il nome di Grand hotel et des Palmes ed era un ambiente di gran lusso con marmi, specchi e decori intarsiati.

Clienti d’eccellenza

Gli ospiti di eccellenza non furono pochi:

Tra il 1881 e il 1882: Richard Wagner vi soggiornò, insieme seconda moglie Cosima Listz ed altre otto persone. Fu qui che terminò la stesura del Parsifal. Wagner però non ebbe un buon rapporto con il proprietario dell’albergo, tant’è che affermò “L’unico brigante che conosco in Sicilia è l’albergatore Ragusa”.

Nel 1893 il presidente del Consiglio, Francesco Crispi, diresse dal Grand Hotel et des Palmes le operazioni contro i “Fasci Siciliani” e impartiva lezioni di politica.

Nel 1917 Vittorio Emanuele Orlando, presidente del Consiglio, vi organizzò una cena con ben 12 portate

Il luogo dei misteri

L’hotel è stato anche teatro di molti misteri e situazioni molto originali: stanze trasformate in uffici dei servizi segreti americani, filosofi avvelenati, giornalisti scomparsi, suicidi misteriosi, summit di boss mafiosi e nobiluomini con uno strano destino!

Nel 1933 lo scrittore surrealista francese Raymond Russel fu trovato morto, nel suo letto in una stanza dell’albergo. Ufficialmente si trattò di un suicidio per assunzione di barbiturici. Ma Leonardo Sciascia, anni dopo, tornò su questo “cold case” nei suoi “Atti relativi alla morte di Raymond Russel” e palesò molti dubbi su questo caso. Nel 2013, lo scrittore Antonio Fiasconaro ha presentato al Grand Hotel delle Palme un giallo poliziesco che tratta proprio di questo caso: “Morte d’autore”.

Quartier generale durante la seconda guerra mondiale

Nel 1943 l’albergo fu requisito dalla Marina americana e il tenente colonnello Charles Poletti, campo dell’Amgot, insieme a l generale George Smith Patton, lo trasformarono nel loro quartier generale e nel centro direzionale delle operazioni di guerra.

Ma fu anche il luogo in cui si tennero incontri con esponenti della mafia siculo-americana ed è forse in questo luogo che venne, nel 1946, il boss Lucky Luciano, espulso dagli Stati Uniti. Lo stesso Lucky Luciano, nel 1956, organizzò nell’hotel un summit tra gli esponenti della mafia americana e di quella siciliana.

Il cast del Gattopardo e altri attori

Nel dopo guerra divenne il punto di riferimento della politica ed ospitò personaggi di rilievo come Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Luchino Visconti, Burt Lancaster, Vittorio Gassman, Fred Buscaglione, Maria Callas, Primo Carnera, Francis Ford Coppola, Patty Pravo e Al Pacino.

L’ospite più originale: il Barone Di Stefano

L’ospite che fece la storia dell’albergo è senza dubbio il Barone Di Stefano, che occupò la stanza 204 per quasi 50 anni: fino al 1998, quando mori ormai novantaduenne. Anche su questo personaggio è stato scritto un libro: “Palermo solo”, dello scrittore francese Philippe Fusaro.

Il barone, nato a Castelvetrano, in provincia di Trapani,  fu costretto dalla mafia a scegliere tra una morte violenta e una vita da prigioniero: questa era la punizione per aver ucciso un ragazzino sorpreso a rubare mandorle nel suo feudo. Ogni tanto il barone “evadeva” dalla sua lussuosa prigione, si narra che andasse a Napoli in nave, per assistere alle opere liriche.

Aveva abitudini ben precise: dopo pranzo era solito fare il giro dell’isolato, il barbiere e il sarto lo venivano a trovare nella sua suite quando necessario. Frequentava i personaggi famosi che soggiornavano nell’hotel e tutti erano attratti dal suo carisma e dalla sua storia singolare. Quando morì, l’albergo gli concesse l’onore di uscire, da defunto, dall’ingresso principale, con tutti i dipendenti schierati.

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